SEMINARIO - ANNAMARIA BONSANTE
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๐ Seminario di ricerca
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Relatrice:
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Cattedra di Storia della Musica – Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari
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9 giugno
๐ Ore 15:00 – 18:00
๐ Aula 27
๐ฉ Per informazioni e iscrizioni: ortnit@outlook.com
DIPARTIMENTO DI TEORIA, ANALISI, DIREZIONE E COMPOSIZIONE (TADEC)
DIPARTIMENTO DI STRUMENTI A FIATO
Coordinamento del progetto di Annamaria Bonsante
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Il Seminario di ricerca ๐๐ณ๐ช๐จ๐ช๐ฏ๐ช, ๐ฑ๐ณ๐ข๐ต๐ช๐ค๐ฉ๐ฆ ๐ฆ ๐ค๐ช๐ณ๐ค๐ฐ๐ญ๐ข๐ป๐ช๐ฐ๐ฏ๐ฆ ๐ฅ๐ฆ๐ญ๐ญ๐ฆ ๐ฃ๐ข๐ฏ๐ฅ๐ฆ ๐ฎ๐ถ๐ด๐ช๐ค๐ข๐ญ๐ช ๐ฏ๐ฆ๐ญ๐ญ’๐๐ต๐ข๐ญ๐ช๐ข ๐ฎ๐ฆ๐ณ๐ช๐ฅ๐ช๐ฐ๐ฏ๐ข๐ญ๐ฆ ๐ฅ๐ฆ๐ญ๐ญ’๐๐ต๐ต๐ฐ๐ค๐ฆ๐ฏ๐ต๐ฐ è un progetto interdipartimentale del Dipartimento di Teoria, Analisi, Composizione e Direzione (TADeC) e del Dipartimento di Strumenti a Fiato del Conservatorio "N. Piccinni" di Bari.
Il seminario si concentra sulle pratiche musicali – civili e militari – delle “fanfare” e delle “bande” nell’Italia meridionale dell'Ottocento, indicando la rilevanza del loro ‘suono’ e del loro ‘colore’ anche all’interno di una tradizione scritta e colta.
La ricognizione delle fonti musicali e della documentazione archivistica, svolta a campione nell'ambito di un progetto PRIN appena concluso, ha confermato il ruolo predominante che le orchestre di fiati rivestono nel paesaggio sonoro del più grande antico Stato italiano e nella sua alfabetizzazione musicale diffusa.
Bande e fanfare sono attive, per tutto il XIX secolo, in molteplici contesti urbani e mostrano un livello tecnico molto differenziato: esse, oscillando tra dilettantismo e professionismo, consentono una reale e diffusa inclusività socio-culturale.
Usi civili (devozione religiosa, celebrazioni civiche, concerti in “cassarmonica”, istruzione musicale) e usi militari (parate, marce etc.) caratterizzano il variegato arcipelago delle centinaia di bande da concerto, bande da giro, fanfare municipali, mostrando caratteristiche inconfondibili.
Il linguaggio 'bandistico' del Mezzogiorno preunitario irrompe con forza anche in teatro, nell’orchestra del melodramma ottocentesco - spesso per merito di eccellenti musicisti pugliesi. Da quella espressività così peculiare discenderanno, naturalmente, le infinite trascrizioni per orchestre di fiati di partiture operistiche: riscritture significative e identitarie che ancora oggi caratterizzano l'ecosistema musicale meridionale.
